Dato il prezzo dei carburanti, tante persone si chiedono se esistano carburanti alternativi alla benzina e al gasolio. La risposta è sì, ma aspetta a gioire: non è detto che tu possa (o voglia) usarli. Alcuni di questi richiedono infatti tecnologie specifiche, affinché possano alimentare l’auto. Altri, invece, hanno effetti collaterali che potrebbero costare ben più della benzina.
GPL
A onor del vero, ormai poche persone considerano il GPL un vero e proprio carburante “alternativo”: nel Nord Italia, gli impianti di GPL sono abbastanza diffusi, così come le auto alimentate a gas. Il gas è infatti un combustibile molto più economico di benzina e gasolio, ottimo per chi guida tanto per lavoro. Inoltre, inquina meno. Cos’è esattamente, però?
Il GPL è un sottoprodotto del petrolio, ricavato durante l’estrazione e la raffinazione del greggio. Trattandosi di gas, per anni ha avuto fama di essere un carburante pericoloso, pronto ad esplodere al minimo problema. Non è così: le nuove tecnologie hanno reso il gas del tutto sicuro, tant’è che puoi parcheggiare le auto a GPL anche al coperto. Basta non scendere sotto il primo pianto interrato.
C’è solo un problema: essendo un gas, per usare il GPL hai bisogno di un impianto di alimentazione specifico; è materialmente impossibile fare un pieno di gas in un’auto a benzina. In compenso, puoi installare un impianto GPL sull’auto che hai già, nel caso in cui volessi passare a questo tipo di carburante.
Gas metano
L’altro gas usato come carburante è il gas metano. Abbiamo già specificato le differenze tra metano e GPL: il metano è un gas naturale e il GPL è un derivato del greggio. I due gas non sono interscambiabili e hanno sia pro sia contro.
Rispetto alla benzina, il metano inquina e costa meno, come il GPL. Per il momento, però, le stazioni di servizio per il metano sono molto meno diffuse rispetto a quelle per il GPL. Inoltre, il prezzo del metano è aumentato del 400% negli ultimi anni, rendendo le auto a metano molto meno convenienti.
Idrogeno
Per il momento, l’idrogeno è quasi del tutto esclusiva dei mezzi pubblici: le automobili a idrogeno sono poche e costano almeno € 60K, il che le rende fuori dalla portata delle fasce medie della società. Ciò non toglie che l’idrogeno sia uno dei carburanti alternativi più promettenti che abbiamo al momento.
L’idrogeno ha un’elevata densità energetica (1 kg di idrogeno equivale a quasi 3 kg di benzina), è rinnovabile e non produce emissioni. Al contrario di benzina e gasolio, infatti, lo si produce in laboratorio usando semplicemente acqua ed energia elettrica. Siamo lontani dalla produzione 100% green, ma anche dalle trivelle per l’estrazione del greggio.
Una volta trasferito del serbatoio dell’auto, il sistema di alimentazione fonde l’idrogeno con l’ossigeno nell’aria ottenendo di nuovo energia elettrica ed acqua. Hai capito bene: dai tubi di scappamento delle auto a idrogeno esce solo acqua.
Nonostante gli indubbi pregi, l’alimentazione a idrogeno è ancora molto costosa rispetto a quella mediante combustibili fossili. Se da una parte il processo produttivo è molto efficiente, dall’altra si fa fatica ad adattarlo alla vita di tutti i giorni. Per il momento, quanto meno.
Elettricità
Secondo molti, il carburante alternativo del futuro è l’elettricità. Le auto elettriche infatti:
- non producono emissioni;
- sono silenziose;
- sono economiche, dal punto di vista dell’alimentazione.
Di fatto, la questione è più complessa di così. Non solo le auto elettriche hanno dei prezzi ancora eccessivi per la gran parte dei guidatori (anche se non ai livelli delle auto a idrogeno), ma l’elettricità non è al 100% green e le colonnine per fare rifornimento sono poche. Per il momento, le auto ad alimentazione esclusivamente elettrica sono utilizzabili solo nelle grandi città e per tragitti brevi.
Un buon compromesso sono le auto ibride, alimentate sia a benzina sia ad elettricità. Inquinano meno delle auto solo a benzina e ti fanno risparmiare carburante. In più, non hanno tanti dei problemi delle auto al 100% elettriche. Infatti, puoi usarle anche per tragitti lunghi senza doverti fermare per ricariche infinite.
Biodiesel
Il gasolio usato per alimentare i motori diesel contiene una percentuale del 5% circa di biodiesel, ovvero di gasolio vegetale. Questo tipo di carburante alternativo si ottiene soprattutto dagli oli vegetali, trattati in modo che siano meno viscosi.
Rispetto al gasolio tradizionale, il biodiesel è meno costoso e più naturale. Alcune persone lo promuovono quindi come carburante alternativo alla benzina e, soprattutto, al diesel. Purtroppo non è proprio così.
Come visto nell’articolo sulla composizione del biodiesel, non tutti i motori diesel sono compatibili con un carburante esclusivamente a base di biodiesel. Soprattutto, il biodiesel potrebbe non essere ecologico come si ama pensare.
Il biodiesel fa parte della primissima generazione di biocarburanti, insieme al bioetanolo. Sulla carta, si dovrebbe produrre usando solo olio di scarto riciclato. Di fatto, si usano colture ex novo di mais e soia, con tutte le conseguenze del caso per l’ambiente. Un problema simile a quello del metano.
Biocarburanti di nuova generazione
Se vogliamo parlare di carburanti alternativi davvero green, conviene lasciar perdere i biocarburanti di prima generazione e concentrarci su quelli di seconda, terza e quarta generazione. Questi sì che offrono soluzioni innovative per ridurre l’impatto ambientale.
I biocarburanti di nuova generazione sfruttano la scienza per trovare alternative ecologiche alle colture di soia e di mais. In che modo?
- Sviluppo di colture con rese elevate e processi di lavorazione semplificati, che facilitino la produzione di biocarburante a parità di ettari coltivati. Gli esempi sono tanti: pioppi con meno lignina, ottimi per essere trasformati in biomassa; sorgo e mais con livelli più alti di grassi, così da produrre più olio; ecc.
- Utilizzo di microalghe che catturino la CO2 e la convertano in combustibile. Siamo ancora agli inizi ma, se dovesse funzionare, avremmo un modo per alimentare le automobile riducendo l’anidride carbonica nell’atmosfera.
Olio da cucina
Chiudiamo con uno dei “carburanti” alternativi alla benzina più famosi, ovvero l’olio da cucina. Alcuni anni fa, si diffuse la diceria che l’olio di colza potesse sostituire la benzina in modo quasi perfetto. Ancora oggi, ci sono persone convinte che sia così e che cercano di far camminare la loro auto ad olio.
L’olio di colza ha due problemi:
- è illegale usarlo come carburante, non essendo tassato;
- è dannoso per il motore.
Come accennato sopra, l’olio vegetale è più vischioso rispetto ai carburanti e produce più residui. A causa di questo, ha effetti devastanti sul motore e sul lungo periodo lo distrugge. Nel caso dei modelli più nuovi di auto, ha effetti devastanti anche sul breve periodo.
Non vale la pena sacrificare la tua auto per risparmiare qualche euro. Piuttosto, scegli carburanti di qualità come quelli di Vargas.
Dove sono i carburanti alternativi?
A questo punto ti starai facendo una domanda più che legittima: dove sono tutti questi carburanti alternativi? Quelli più interessanti, che promettono di rivoluzionare il mercato dei carburanti, sono ancora lontani dalla produzione di massa.
Tutta colpa delle lobby del petrolio? Decisamente no.
Molti di questi carburanti sono costosi da più punti di vista: costosi da sviluppare; costosi da produrre; costosi da usare, dato che richiedono auto con una tecnologia ad hoc. Ecco perché faticano ad imporsi, nonostante se ne senta il bisogno. La speranza è che la ricerca trovi nuovi modi per ammortizzare i costi.





