Come fare un rifornimento con il GPL

Il GPL è un carburante economico e poco inquinante, che purtroppo fa ancora un po’ paura. Lo stesso atto di fare rifornimento con il GPL è qualcosa di misterioso, vagamente inquietante. Tutti sanno che non funziona esattamente come con la benzina o il diesel, pochi sanno come si fa effettivamente.

In questo articolo vogliamo chiarire qualche punto a riguardo, compreso il sempiterno “esiste un self-service a GPL”?

Come si fa il pieno a un’auto GPL

Il rifornimento standard di un’auto a GPL è fatto da un operatore, onde ridurre i problemi di sicurezza. Come abbiamo già visto, infatti, il GPL è un gas e questo comporta una serie di rischi assenti con altri tipi di carburante. Ciò non significa che le auto a GPL siano pericolose, anzi: non hai niente da temere e puoi perfino parcheggiare al coperto, con qualche limitazione. L’unico momento critico è quello del rifornimento, appunto.

Essendo un gas, il passaggio da un contenitore all’altro dev’essere controllato. La pistola del GPL va quindi assicurata al bocchettone del serbatoio, affinché non ci siano pericolose perdite. L’operatore del distributore ha proprio questo compito: assicurarsi che l’attacco sia corretto e staccare la pistola, una volta fatto il pieno.

Nello specifico, il pieno di un’auto a GPL non è mai un pieno vero e proprio. Il serbatoio è infatti dotato di una speciale valvola di sicurezza che blocca l’erogazione quando è pieno per l’80%. Di tanto in tanto, qualcuno chiede se si possa eliminare questo limite: assolutamente no. Quel 20% “perso” serve a dare abbastanza spazio al gas, affinché possa gonfiarsi senza problemi.

Se hai fatto installare un impianto a GPL sulla un’auto a benzina, ricorda di rifornire anche l’altro serbatoio. Nelle auto ibride, il serbatoio a benzina dovrebbe rimanere sempre pieno per almeno ¼.

Quanti distributori ci sono in Italia?

Se vivi nel nord Italia, è probabile che tu possa fare rifornimento presso un distributore Vargas. I nostri impianti propongono benzina verde, gasolio e anche GPL, appunto. E se invece non sei abbastanza vicino a uno dei nostri distributori?

In tutta Italia ci sono circa 4.000 distributori GPL, di cui 300 situati in autostrada. Le grandi città sono tutte ben fornite, ma non si può dire lo stesso di quelle più piccole: se abiti in una zona molto isolata, è possibile che gli impianti scarseggino.

Per ovviare al problema, nell’ultimo anno il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato delle norme di ammodernamento della rete di distribuzione. L’obiettivo è portare i distributori GPL anche nelle città più piccole e isolate, come quelle di montagna. Se il progetto dovesse andare in porto, la Lombardia arriverà ad avere almeno 1 impianto ogni 16.800 abitanti.

Esistono distributori GPL self-service?

E fare da solo? Esistono distributori GPL self-service? Per il momento quasi solo sulla carta: la questione è complessa.

Come detto sopra, il rifornimento di GPL comporta qualche piccolo rischio per chi lo effettua e per le persone intorno. In teoria, la normativa UNI 11647 definisce come mettere in sicurezza il rifornimento autonomo di GPL. Nella pratica, passare dalla carta alla realtà si sta rivelando molto più difficile del previsto.

Per fare rifornimento da solo servirebbero:

  • un tesserino identificativo per il proprietario dell’auto, che sblocchi il distributore GPL;
  • telecamere a circuito chiuso in tutti i distributori GPL;
  • possibilità di contattare un addetto in caso di difficoltà;
  • pistole di tipo antisbuffo, per evitare le perdite di gas;
  • cartelloni che indichino come fare e quali precauzioni prendere;
  • dispositivi di segnalazione per riposizionare la pistola;
  • accesso limitato ai distributori, per evitare gli assembramenti.

Per il momento, i distributori GPL self-service sono ancora in fase di sperimentazione. Purtroppo, per usufruirne dovrai aspettare ancora qualche tempo.